LORD BYRON SPARRING WITH JOE "GENTLEMAN" JACKSON
How many things did Lord George Byron do in his, albeit short, life?
We have met him several times during our walks through History and we can say, without any doubt, that he really did many things, apparently different and almost conflicting with each other. Byron was a poet, playwright, adventurer, wanderer, Dandy, Bohemian, revolutionary... But few people know that Byron also embarked on the path of boxing. His was the great era of the boxer when they still fought down the streets and the prize was in money. The fights took place with bare fists and often lasted for hours. They consisted of a single round that ended only when one of the two boxers was rejected or thrown to the ground! In those years the boxer John Jackson – commonly known as “Gentleman” Jackson – was almost as famous as the Duke of Wellington. He was Champion of England from 1795 to 1803, then, after his retirement, he began to train students athletically, including, precisely, the young Byron. Indeed, many noble young men took lessons from Jackson at his school on London's Bond Street.
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"To day I have been very sulky – but an hour’s exercise with Mr. Jackson of pugilistic memory – has given me spirits & fatigued me into that state of languid laziness which I prefer to all other." (Lord Byron, letter 8th April 1814)
The "exercise" referred to is boxing training, called "sparring". The fascination that boxing exercised on Byron was not short-lived, it lasted lots of years.
It sounds almost incredible that a man, first of all devoted to the intellectual life, considered such a rough sport prestigious: actually he saw the fatigue, the effort in a positive way, he ascribed to it the ability to "purge" physical and mental impurities. So it was worth leading a debauched life as a few hours of hard exercise at John Jackson's gym would put his body and spirit anew!
He was thus the Byron "man of the world" who loved the noble art of boxing.
Sports reporter Pierce Egan, editor of Boxiana magazine, among other things, who followed London sports and Byron's ardent admirer wrote:
"His Lordship of him always entered into the spirit of the thing, as into his poetry; – regarded boxing as a national proclivity – a stimulus to true courage… In putting a… he received coolly from his opponent, and returned to his opponent with all the vigor and assurance of a master of the art."(Book of Sports)
Throwing oneself "into the spirit of the thing" is the cardinal element here, the hard training affording Byron a physical and psychological outlet: Byron's absorption in vigorous exercise may simply have been an attempt to reconcile his conscience for the behavior not entirely blameless past and present. Meanwhile he continued to record in his diary:
"The more violent the fatigue, the better my mood will be for the rest of the day; and then my evenings have that calm nothing of languor, which delights me most."
BARE-KNUCKLE BOXING DOWN THE STREETS AS IT WAS USUAL DURING BYRONS' LIFE
It was really a matter of discipline versus dissipation. Basically, it was useful to fend off boredom. Boxing effort induced fatigue and, for Byron, this constituted a high state of physical health and psychological consciousness.
And after revealing this little curiosity about Byron's life,
I'm sending my dearest hug to you all.
See you soon ❤
Fare a pugni con Byron
IMMAGINE DI COPERTINA - LORD BYRON MENTRE SI ALLENA A PUGILATO CON JOE "GENTLEMAN" JACKSON
Quante cose ha fatto nella sua, seppur breve, vita George Byron?
Più volte lo abbiamo incontrato durante le nostre passeggiate nella Storia e possiamo dire, senza dubbio, che ne fece davvero molte, apparentemente differenti e quasi contrastanti tra loro. Byron fu poeta, drammaturgo, avventuriero, girovago, Dandy, Bohémien, rivoluzionario… Ma pochi sanno che da ragazzo Byron intraprese anche la strada del pugilato. La sua era la grande era del pugile quando ancora si combatteva per le strade ed il premio era in denaro. I combattimenti si svolgevano a pugni nudi e spesso duravano per ore. Erano composti da un unico round che terminava solo quando uno dei due pugili veniva respinto o scagliato a terra! In quegli anni il pugile John Jackson – conosciuto comunemente come “Gentleman” Jackson– era famoso quasi quanto il duca di Wellington. Fu Campione d'Inghilterra dal 1795 al 1803, poi, dopo il suo ritiro, iniziò a preparare atleticamente allievi, tra cui, appunto, il giovane Byron. In effetti, molti giovani nobili presero lezioni da Jackson nella sua scuola di Bond Street a Londra.
IMMAGINE 2 - IL PUGILE JOHN JACKSON
"Oggi sono stato molto imbronciato - ma un'ora di esercizio con il signor Jackson di memoria pugilistica - mi ha dato allegria e mi ha affaticato al punto da gettarmi in quello stato di languida pigrizia che preferisco a tutti gli altri." (Lord Byron, lettera dell'8 aprile 1814)
L'esercizio a cui si fa riferimento è l’allenamento pugilistico. Il fascino che il pugilato esercitò su Byron non fu di breve durata, si protrasse per numerosi anni.
Sembra quasi incredibile che un uomo, dedito innanzitutto alla vita intellettuale, considerasse prestigioso uno sport così rude: egli in realtà vedeva la fatica in modo positivo, le ascriveva la facoltà di “purgare” le impurità fisiche e mentali. Quindi valeva la pena condurre una vita dissoluta, tanto qualche ora di duro esercizio fisico presso la palestra di John Jackson avrebbe rimesso il suo fisico ed il suo spirito a nuovo!
Era quindi il Byron "uomo di mondo" che amava la nobile arte del pugilato.
Il cronista sportivo Pierce Egan, curatore tra l'altro della rivista Boxiana, che seguiva gli sport londinesi, e acceso ammiratore di Byron, scriverà:
"Sua Signoria entrava sempre nello spirito della cosa, come nella sua poesia; – considerava la boxe una propensione nazionale – uno stimolo al vero coraggio… Nel mettere a… riceveva con freddezza dal suo avversario, e tornava sul suo avversario con tutto il vigore e la sicurezza di un maestro dell'arte."(Book of Sports)
Gettarsi "nello spirito della cosa"è l'elemento cardine qui, il duro allenamento offre a Byron uno sfogo fisico e psicologico: l'assorbimento di Byron in un esercizio vigoroso potrebbe essere stato semplicemente un tentativo di riconciliare la sua coscienza per il comportamento non del tutto irreprensibile passato e in corso. Intanto continuava a registrare nel suo diario:
"Più violenta è la fatica, migliore sarà il mio umore per il resto della giornata; e poi le mie sere hanno quel calmo nulla di languore, che più mi diletta."
IMMAGINE 3 - ALL'EPOCA IN CUI VISSE BYRON ERA CONSUETUDINE PRATICARE IL PUGILATO PER LE STRADE E A PUGNI NUDI
Era davvero una questione di disciplina contro la dissipazione. Fondamentalmente, era utile per respingere la noia. Lo sforzo pugilistico induceva affaticamento e, per Byron, ciò costituiva un elevato stato di salute fisica e di coscienza psicologica.
E dopo avervi rivelato questa piccola curiosità sulla vita di Byron,
Invio il mio più caloroso abbraccio a tutti Voi!
A presto ❤